(Comparazione cartografia storica)

Erdapfel di Martin Behaim

L’Erdapfel (“Mela terrestre”), realizzato da Martin Behaim nel 1492, viene considerato una delle prime rappresentazioni del globo terrestre pervenuta ai nostri giorni. È importante sottolineare come in esso non venga rappresentato il continente americano. Di fatto, immediatamente a occidente del continente europeo e africano si trova una moltitudine di isole di varie dimensioni e ancora più ad ovest la costa dell’Asia. Compaiono immediatamente agli occhi, in quello che viene nominato Oceano, le isole di Antilia, San Brandano e Cipango. Tale era la concezione del pianeta e della configurazione delle terre emerse e degli oceani prima della scoperta delle Americhe.

Erdapfel di Martin Bahaim (1492)


Mappa di Toscanelli

Questo tipo di restituzione cartografica è però presente anche in altri noti documenti dell’epoca, tra i quali ad esempio la Mappa dell’Oceano Atlantico di Paolo Dal Pozzo Toscanelli, risalente al 1474, dove ancora una volta Cipango è l’isola più evidente al di là dell’oceano, situata ad una latitudine lievemente inferiore rispetto alla Spagna e pertanto più a sud della stessa. Anche in questo caso sono presenti al centro dell’Oceano le due isole di Antilia e San Brandano.

Questa concezione della presenza delle “Indie” al di là dell’oceano, frutto probabilmente di un grossolano errore sulla valutazione del diametro terrestre ha evidentemente spinto Cristoforo Colombo verso il suo primo viaggio alla ricerca di Cipango. Com’è ben noto, il navigatore genovese fu convinto fino alla morte di aver raggiunto il continente asiatico pertanto mai mettendo in dubbio la veridicità delle mappe sopra riportate.
Se è vero che il cartografo Piri Reis nel 1513 attinse per la redazione del proprio planisfero dall’esperienza di Cristoforo Colombo stesso e da altre mappe precedenti, risulterebbe, oltre alle innumerevoli prove riportate in questo elaborato, molto improbabile una qualsivoglia restituzione cartografica del continente americano. È così plausibile che documenti cartografici immediatamente posteriori alle navigazioni di Colombo possano riportare al di là dell’oceano ancora le Indie senza particolari stravolgimenti rispetto alle rappresentazioni di fine ‘400.

È altamente probabile che vista la presenza di terre laddove erano rappresentate nelle mappe molti non si resero conto dell’esistenza di un nuovo continente ed i cartografi dell’epoca non misero in discussione i documenti esistenti. Viene riportato di seguito il planisfero “Atlas Miller” risalente al 1519 dal quale si evince che la terra visibile al di là dell’Oceano Atlantico ed in posizione australe sia ancora una volta una mappatura delle coste orientali dell’Asia.

Planisfero Atlas Miller, 1519


Il Mappamondo di fra Mauro

Inevitabile in questa sede fare menzione dello straordinario Mappamondo di Fra Mauro, planisfero databile attorno al 1450 ed attribuito al monaco italiano fra Mauro. Vi è rappresentato l’Ecumene, cioè l’intero mondo con tutte le terre conosciute all’epoca. Viene conservato presso la biblioteca
Nazionale Marciana di Venezia. Il grande planisfero circolare raffigura il mondo secondo le conoscenze geografiche che si avevano prima della scoperta dell’America. È iscritto in una circonferenza di quasi due metri di diametro.

Molteplici sono le fonti dalle quali Fra Mauro trasse le informazioni geografiche necessarie alla realizzazione del mappamondo: la Geographia di Claudio Tolomeo, navigazioni portoghesi lungo le coste dell’Africa, disegni affidati a lui stesso da religiosi africani convenuti in Italia in occasione del Concilio di Ferrara e Firenze del 1438-1439 contenenti tracce consistenti delle conoscenze
geografiche degli Arabi, le notizie portate dai missionari di ritorno dall’Asia, testi celebri quali Il Milione di Marco Polo o la relazione di Nicolò de’ Conti nonché le testimonianze di anonimi viaggiatori di ritorno a Venezia dalle loro peregrinazioni religiose o mercantili.

Una possibile interpretazione relativamente alle coste dell’Asia Orientale è la seguente. È bene evidenziare come la mappa conterrebbe sorprendentemente anche l’Australia in tutto il suo perimetro.
La mappa presenta un elevato grado di precisione per l’epoca a cui risale.
Esistono analogie con la mappa di Piri Reis prima fra tutte appunto, la presenza dell’Australia stessa manche se in posizione ed orientazione errate.

Viene di seguito riportata un’immagine di comparazione fra i tratti di costa della mappa di Piri Reis e il mappamondo di Fra Mauro

Comparazione Piri Reis-Fra Mauro


La Navigazione di San Brandano

La leggenda dell’Abate irlandese san Brandano (Saint Brendan) che, dopo un pellegrinaggio di sette anni sopra un mare di oscurità, è arrivato a un’Isola di Santi, una terra repromissionis sanctorum, era molto popolare durante il medioevo. Un viaggio di Brandano in Scozia diede origine alla leggenda narrata nella “Navigatio Sancti Brendani”, uno dei più interessanti racconti di avventure
del Medioevo. L’sola stessa trovò per molto tempo sulle mappe ma mai fu trovata.

Si riporta in particolare la rappresentazione dell’isola sul famoso e già citato sopra Mappamondo di Behaim

Sul globo di Behaim l’isola di San Brandano è identificata dalla scritta riportata nell’immagine seguente:

“nell’anno 565 dopo Cristo, san Brandano con la sua nave è giunto a questa isoladove ha trovato molte meravigliee sette anni dopo è tornato al suo paese”

Appare evidente come nel mappamondo di Behaim l’sola di San Brandano sia ben distinta da Cipango. Tuttavia si vuole eseguire una comparazione tra l’sola stessa e la Cipango della mappa di Reis.

I risultato è il seguente ed è piuttosto interessante:

I viaggi di Colombo

L’immagine relativa ai quattro viaggi di Colombo dimostra, come già è stato più volte detto, che il navigatore genovese concentrò la maggior parte delle sue energie alla ricerca della mitica Cipango e in generale delle Indie laddove invece si trovano i Caraibi e più in generale le coste atlantiche dell’America Centrale.

Un riferimento va fatto al primo viaggio, in particolare alla rotta intrapresa durante l’andata (partenza da Palos, sosta alle Canarie); è evidente come Colombo mantenga approssimativamente costante la latitudine del 28° N parallelo in corrispondenza delle Canarie (è bene ricordare come
una convenzione col Portogallo proibisse alle navi spagnole di avventurarsi al disotto di esso) e si diriga in modo piuttosto anomalo a sud-ovest sul parallelo 26° N fino a raggiungere l’arcipelago delle Bahamas.
È altamente presumibile che il navigatore fosse guidato da qualche portolano indicante la presenza di Cipango su quelle latitudini.

Nell’immagine seguente (come già peraltro ipotizzato da altri) è sorprendente come la mappa di Toscanelli ben si presti ad essere uno dei documenti guida di cui accennato sopra. Di fatto, proprio laddove il 12 Ottobre 1492 Colombo sbarca, sulla mappa del cartografo è posizionata la mitica Cipango. È probabile perciò che questa incredibile coincidenza abbia indotto il navigatore a credere

di aver raggiunto la meta tanto agognata. A parte l’orientazione nettamente differente che vede Cuba praticamente orientata da ovest ad est e Cipango da sud a nord, anche le dimensioni avrebbero potuto trarre in inganno chiunque.

L’esatta posizione cartografica di Cipango, ovvero il Giappone

Facendo un paragone tra la posizione di Cipango nella mappa di Toscanelli e la reale posizione del Giappone è possibile constatare come la prima sia nettamente più a sud e pertanto in posizione errata; infatti, considerando come parallelo di riferimento quello passante per la parte centrale dell’isola esso risulta approssimativamente: 26° N mentre il parallelo passante per Kyoto è il 35°N.

Se ora si esegue la sovrapposizione utilizzando la mappa di Reis e non quella di Toscanelli è palese che la posizione di Cipango, ovvero del Giappone, sia praticamente coincidente con quella reale (il parallelo di riferimento è circa il 35° N). Risulterebbe allora da tale ragionamento che Piri Reis per la stesura del suo planisfero utilizzò documenti che collocavano la terra del Sol Levante alla latitudine che le competeva. Di certo il cartografo turco nel posizionamento della stessa non tenne in considerazione le rotte di Colombo, se si esclude il passaggio alle Azzorre nel ritorno del primo viaggio. Di fatto, nella sovrapposizione con la mappa di Reis Cuba si trova ad una latitudine certamente inferiore al 28° N.

In conclusione risulta evidente anche come la mappa descriva luoghi inesistenti in quella posizione e mai menzionati nei viaggi di Colombo. Un riferimento particolare va fatto relativamente all’andata del terzo viaggio, dove Colombo avrebbe certo dovuto incontrare le due isole in rosso e viola presenti sulla mappa di Reis, probabilmente coincidenti con le mitiche Antilia e San
Brandano, individuate nel presente elaborato in Taiwan e Australia. Inspiegabili altrettanto i numerosi simboli nonché la presenza di tratti di costa, rilievi montuosi e isole che appaiono sulla mappa poiché anch’essi non sono riconducibili ai viaggi di Colombo stessi. In conclusione, è deducibile ancora una volta come la parte sinistra della mappa non possa rappresentare il continente centro-sud americano e che il cartografo Piri Reis abbia erroneamente utilizzato mappe asiatiche pre esistenti per rappresentare il nuovo mondo andando ad inserire di sua mano dettagli quali ad esempio le caravelle, gli uccelli e Marco Polo.


La conoscenza del continente americano prima del 1513

Oltre ai viaggi di Colombo è bene ora chiarire quanto il Nuovo Mondo fosse conosciuto e pertanto cartografato nel periodo in cui Piri Reis redasse il suo famoso planisfero.

Si vuole ricordare come l’ammiraglio genovese Colombo morì nel 20 maggio 1506 convinto di aver raggiunto i luoghi che si era prefissato, cioè Cipango e più in generale le Indie, e mai ipotizzò in nessuno dei suoi viaggi l’esistenza di un nuovo continente.

Carta Universalis Cosmographia, aprile 1507

Realizzata dai cartografi tedeschi Martin Waldseemuller e Matthias Ringmann, è la prima mappa in cui compare il nome “America” e la prima in cui questo continente è raffigurato separato dall’Asia.

In questo caso si può notare come già nel 1507 il centro-sud America grazie ai viaggi di Cabral, Vespucci ecc. avesse una connotazione vicina alla realtà, migliorata certamente nelle numerose rappresentazioni dei periodi successivi. Ancora una volta è possibile ribadire come la mappa di Reis rappresenti un documento errato e obsoleto per quel tempo, poiché datata 1513.

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